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Strumenti didattici

IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO (PEI) – Disabilità

Nella scuola secondaria di secondo grado, essendoci obiettivi specifici di apprendimento prefissati, il GLHO, su proposta degli insegnanti, ma con vincolante parere dei genitori, deve scegliere uno dei tre percorsi didattici sotto elencati, a seconda delle capacità e potenzialità degli alunni:

  1. percorso facilitato: come tutti i compagni;
  2. percorso “semplificato” o “per obiettivi minimi”: cioè con la riduzione o sostituzione di taluni contenuti programmatici di alcune discipline, che dà diritto, se superato positivamente, al titolo legale di studio. L’“obiettivo minimo” da raggiungere in tutte le discipline equivale alle conoscenze che vengono prefissate e valutate dai docenti delle rispettive discipline come sufficienti (corrispondenti ad un voto pari al 6) anche per gli altri compagni.
  3. percorso “differenziato”: cioè con contenuti estremamente ridotti o differenti da quelli dei compagni. Chi segue questo tipo di percorso eseguirà prove di valutazione differenziate, che valuteranno gli obiettivi del proprio PSP (progetto di studio personalizzato, di competenza esclusiva del Consiglio di classe) e potrà essere esonerato in una o più discipline. Il raggiungimento degli obiettivi del PSP differenziato dà diritto al rilascio del solo attestato con la certificazione dei crediti formativi maturati. L’O.M. 90/2001, art. 15 comma 4 prevede anche che “qualora durante il successivo anno scolastico vengano accertati livelli di apprendimento corrispondenti agli obiettivi previsti dai programmi ministeriali, il Consiglio di classe delibera” il passaggio ad uno dei due percorsi precedenti “senza necessità di prove di idoneità relative alle discipline dell’anno o degli anni precedenti.”

Il PEI è il documento nel quale vengono descritti gli interventi e i percorsi integrati alla programmazione di classe in coerenza con gli orientamenti e le attività extrascolastiche di carattere riabilitativo e socio-educativo.
Il PEI non coincide con il solo progetto didattico (PSP), di competenza esclusiva del Consiglio di classe, e infatti la sua stesura è affidata collegialmente, oltre ai componenti del Consiglio di Classe, a familiari e operatori ASL.
È predisposto per tutti gli alunni con disabilità ed è un progetto globale di vita dell’alunno per un determinato periodo (anno scolastico suddiviso in quadrimestri o trimestri) al termine dei quali sono effettuate verifiche e apportate eventuali modifiche. Deve indicare anche la proposta relativa alle risorse necessarie per la sua piena realizzazione: ore di sostegno, anche aggiuntive, assistenza per l’autonomia e la comunicazione, ausili e sussidi didattici, assistenza igienica, ecc.
Sulla base degli elementi desunti dalla Diagnosi Funzionale, nel PEI vengono definiti “gli interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto all’educazione, all’istruzione e all’integrazione scolastica. Tali interventi propositivi vengono, successivamente, integrati tra loro in modo da giungere alla redazione conclusiva di un Piano Educativo che sia correlato alle disabilità dell’alunno stesso, alle sue conseguenti difficoltà e alle potenzialità dell’alunno comunque disponibili”.

IL PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (PDP) – DSA

Nel Piano didattico Personalizzato (PDP), strumento di progettazione che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare – secondo un’elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata – le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti, possono essere inserite le seguenti strategie didattiche con l’obiettivo di favorire l’apprendimento per gli alunni con DSA

  • Incoraggiare l’apprendimento collaborativo favorendo le attività in piccoli gruppi.
  • Predisporre azioni di tutoraggio.
  • Sostenere e promuovere un approccio strategico nello studio utilizzando mediatori didattici facilitanti l’apprendimento (immagini, mappe …).
  • Insegnare l’uso di dispositivi extratestuali per lo studio (titolo, paragrafi, immagini,…)
  • Sollecitare collegamenti fra le nuove informazioni e quelle già acquisite ogni volta che si inizia un nuovo argomento di studio.
  • Promuovere inferenze, integrazioni e collegamenti tra le conoscenze e le discipline.
  • Dividere gli obiettivi di un compito in “sotto obiettivi”
  • Offrire anticipatamente schemi grafici relativi all’argomento di studio, per orientare l’alunno nella discriminazione delle informazioni essenziali.
  • Privilegiare l’apprendimento esperienziale e laboratoriale “per favorire l’operatività e allo stesso tempo il dialogo, la riflessione su quello che si fa”;
  • Sviluppare processi di autovalutazione e autocontrollo delle strategie di apprendimento negli alunni.

IL PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (PDP) – BES propriamente detti

Il ruolo del Consiglio di Classe (Cdc) assume una rilevanza ancora più marcata per effetto della C.M. 8 del 2013 in quanto si ribadisce la funzione di individuare i casi riconducibili ad una definizione di BES e di adottare le conseguenti strategie didattiche (PDP). Ogni docente del Cdc è corresponsabile del PDP; ciò significa che il PDP è il risultato di una progettualità condivisa a livello di consiglio di classe.

Per ogni alunno riconosciuto dal CdC come BES deve essere steso un PDP che può/deve essere modificato ogni qualvolta sia segnalato un cambiamento nei bisogni o difficoltà dell’alunno; può avere (e per alcuni situazione connesse allo svantaggio socio economico e culturale è opportuno, secondo la Circolare, che abbia) il carattere della temporaneità, ossia può essere utilizzato fino a quando le difficoltà e i bisogni dello studente non siano risolti (es. alunni neo arrivati in Italia, patologie temporanee ecc…).

Anche in questo caso è opportuna, se il consiglio di classe riconosce l’esistenza di Bisogni Educativi Speciali, la stesura di un Piano Didattico Personalizzato (PDP).